OPEC – PRODUZIONE E TAGLIO CONCORDATO

Prevede grossi tagli alla produzione di petrolio per far rialzare i prezzi e hanno aderito anche paesi, come la Russia, che non fanno parte dell’organizzazione.

Concordando per la prima volta in otto anni una riduzione della produzione petrolifera l’OPEC – l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio – ha spiazzato gli scettici e fatto aumentare nettamente il prezzo del greggio. L’accordo, che ha l’obiettivo di esaurire le scorte petrolifere globali arrivate a livelli altissimi, è stato raggiunto superando il disaccordo tra i tre maggiori paesi produttori del gruppo – Arabia Saudita, Iran e Iraq – mettendo fine all’esperimento di libero mercato iniziato nel 2014. L’intesa è stata più ampia del previsto, dal momento che si estende anche al di fuori dell’OPEC. L’aspetto più notevole dell’accordo è che anche la Russia ha accettato tagli senza precedenti alla sua produzione petrolifera.

Gli effetti sul settore energetico mondiale sono stati immediati: i prezzi petroliferi di riferimento sono aumentati del 10 per cento a New York e in tutto il mondo il valore delle azioni delle società energetiche e quello delle monete dai grandi esportatori è cresciuto notevolmente. La durata di questa tendenza dipenderà da quanto i paesi membri dell’OPEC rispetteranno l’accordo: in casi analoghi in passato non sempre è successo.

A partire da gennaio l’OPEC ridurrà la produzione di petrolio di circa 1,2 milioni di barili al giorno, realizzando così il piano che era stato delineato ad Algeri a settembre e che prevedeva di ridurre la produzione a 32,5 milioni di barili. L’accordo non include la Nigeria e la Libia, ma per la prima volta dagli anni Novanta include nelle quote di riduzione anche l’Iraq.

Gli aspetti economici dell’accordo sono «incredibilmente affascinanti», ha detto Jeff Currie, responsabile globale della ricerca sulle materie prime di Goldman Sachs Group, durante un’intervista a Bloomberg Television. Secondo Currie l’obiettivo principale dei tagli è «la normalizzazione delle scorte».

La produzione petrolifera dell’Arabia Saudita, che quest’anno è aumentata a un livello record, verrà ridotta di 486mila barili al giorno, arrivando a 10,058 milioni di barili giornalieri, dice un documento dell’OPEC. L’Iraq, il secondo maggiore produttore all’interno dell’OPEC, ha accettato di tagliare la produzione giornaliera di 210mila barili rispetto ai livelli di ottobre. In precedenza l’Iraq aveva insistito per ottenere un trattamento speciale, vista l’importanza della sua offensiva contro lo Stato Islamico. Il documento dell’OPEC mostra anche che gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait ridurranno la loro produzione rispettivamente di 139mila e 131mila barili al giorno. La Russia, che non fa parte dell’OPEC e la cui produzione è arrivata a livelli senza precedenti dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica, ridurrà la produzione di 300mila barili al giorno «compatibilmente con le sue capacità tecniche».

2017-06-28T13:31:13+00:00